domenica 14 novembre 2010
Cipolle
Un uomo vide una donna tagliare le cipolle nella stanza. La donna piangeva e l’uomo pensò che non voleva vederla più piangere. Una donna vide un uomo ridere nella stanza e pensò che voleva sempre vederlo cosi. L’uomo e la donna parlavano mentre lei asciugava le lacrime, dall’esterno avresti potuto dire che aveva il cuore spezzato, ed è proprio quello che pensava l’uomo, parlava e immaginava, viveva e sognava. Le parole poi uscirono secche e asciutte, ma non come lui pensava. Si sentì dirle ti amo proprio mentre lei posava il coltello con cui tagliava le cipolle, con cui rubava per sempre il suo cuore, adesso e per tutta la vita. Un attimo e la vita, un secondo e l’eterno, il colore del cielo e la pioggia. Allora la sua faccia diventò come una diga, il suo viso circoscriveva il suo mondo, e il suo corpo gli accendeva qualcosa dentro, qualcosa che a volte dimenticava di avere. Era solo amore, non c’era verso di mischiarlo al perdono, era solo amore ragazza, ragazza dal viso mai visto. Questo pensava, questo pensavano nella fredda stagione. Un uomo quindi si vide uscire dalla porta sul retro. Quell’uomo attraversò la strada per non ritornare più, per contrarre tutta la vita in quell’attimo, per la paura di perderla e per la voglia di averla. Per l’insana necessità che provava di possederla ora e per sempre, ogni istante, ogni secondo che voleva riempirsi di lei, che voleva riempirla del suo seme e del suo amore. Ma l’uomo non era nato ieri e sapeva che non bisogna mai confondere l’amore con il possesso, che bisogna accettare le vite degli altri come doni a contornare una vita già piena, a decorare i momenti e i minuti senza sentire più la necessità di scappare. Allora le sue gote diventarono rosse. Le sue parole diventano soffici, i suoi pensieri diventano amore, e si amarono mentre le prima luci del mattino annusavano l’aria, si amarono mentre il calore del sole fermava il tempo ora e li, ora e per sempre.
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Mi piace molto come scrivi.
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