martedì 9 novembre 2010
Inverno
Eccoci qui, riappare l’inverno. Più vado avanti e più non lo aspetto, sarà che vivo un po’ più al nord ora, sarà che vivo un po’ più su. E’ uno strano periodo l’inverno. La luce scompare, il freddo e la pioggia, l’umido e la nebbia. Il mondo lugubre di notte e spento di giorno. Lunedì mattina, bocca di sonno, occhi stanchi. Sembra che tutti per strada pensano cosa facciamo qui, dove andiamo strappati dai nostri letti caldi e dai nostri sogni di mare. Dove andiamo nello stupido buio di questa mattina? Ma torni a casa poi, o bevi qualcosa di caldo? Rimani a letto domenica o ti tagli la barba? Penso alla primavera, penso al sogno di luce e al colore. I colori accecanti. Le nostre mani calde e i nostri cuori più allegri, i nostri pensieri leggeri e i sogni vuoti o in attesa. Ogni anno ti aspettiamo in questa che non è che una fredda parentesi, in questa che non è che una lunga pausa. Una pausa per goderti meglio. Ma poi mi dico, ora mi vivo comunque l’inverno per allungarmi la vita e godermi poi te e la prossima estate, come una fiamma nel sole di un mezzogiorno di fuoco. Di quei giorni con il sole alto nell’azzurro cielo del mondo, quasi a colpire nel profondo blu del mare. In quei giorni che a volte anche in inverno si affacciano al mondo e poi tornano indietro per riposare ancora un po’, per mettersi da parte, come noi a volte dovremmo imparare. Aspettare ecco cosa dovremmo imparare a saper fare, aspettare, amare e rincorrere le stagioni senza più riflettere e senza più pensare.
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E' una riflessione bellissima e profonda
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