venerdì 9 aprile 2010
Sai mi sono innamorato di te perché non avevo niente da fare.
Sai mi sono innamorato di te perché non avevo niente da fare. E si, in effetti è proprio quello che spesso succede. Molte storie d'amore finiscono presto e male forse proprio per una mancanza di "collettività sociale". Ci vogliono soli e la vita divide la gente, ci vogliono chiusi ognuno con i suoi guai e senza tempo ne voglia di ascoltare gli altri, senza tempo ne voglia di "entrare" nella vita degli altri. A volte penso all'amore in maniera combinatoria. Prendi un uomo e prendi il mondo. Prendi un uomo e scegli una donna. Quanti modi diversi hanno le persone per combinarsi? sono tanti, tantissimi, problemi di coincidenze che si incrociano come svincoli autostradali. La gente è sola, tutti ci sentiamo soli in questo società cane mangia cane, in questo maledetto modo di spendere la vita deciso chissà da chi e per quali subdole intenzioni. E allora siamo pronti a dedicare la primavera a chi ci ha mostrato anche solo il minimo interesse. Ci accontentiamo cosi, per sfinimento e per caso. Raramente un nuovo amore ci fa "sanguinare" come una sconosciuta malattia del futuro. Continuiamo la nostra vita avendo di fianco un caso. Ma il caso può soddisfarci in primavera, ma poi l'aria stagna, e il caldo vero e il freddo dell'inverno spesso cancellano tutto, e allora siamo li ancora senza far nulla, siamo li eternamente ad affidare ad un gioco la gioia ed il dolore.
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Certe volte accade anche che ci si innamori di un'idea oppure che nel corso del tempo si maturi in modo diverso dal proprio compagno/a, prendendo strade lontane e che ad un tratto, guardandosi l'un l'altra, non ci si riconosca più. Che fare? Be', riprendere il proprio cammino, portando con sè i momenti belli vissuti assieme.
RispondiEliminaSanguinare? Si sanguina sempre un po' di meno, man mano che si cresce e si fanno esperienze diverse.
L'importante è che la nuova consapevolezza e il maturo atteggiamento non sfoci in superficialità ;)