Qualche giorno fa ero in un posto meraviglioso svuotato però di ogni umanità e di ogni grazia. Si di quella grazia che alcune volte noi uomini regaliamo a noi stessi quando guardiamo il mare. A volte penso che l’uomo si rinchiuda da solo in una grossa gabbia. Non riuscire più a vedere cosa è bene e cosa e male li obbliga a un vita senza nessuna virtù e senza nessuna possibilità di cambiamento. Il problema è che la gente spera, spera che le cose cambieranno, spera che nell’aldilà la loro vita sarà migliore, e quindi tra degrado, facce ottuse e poche virtù vedi i soliti cartelli con:
“W Maria e W Gesù”
mentre attorno tutto muore in un incastro di automobili, vestiti eccentrici e obesità. Qualche giorno fa in un’intervista Mario Monicelli diceva che la speranza è una trappola. Si è vero, la speranza è una trappola niente di più chiaro. Una trappola che ti fa vivere male oggi nell’idea di una vita migliore che non verrà mai. Nessuno cambierà il tuo destino. Nessuno può cambiare la sua vita se non agisce. Nessuno cambierà per voi le cose in questo posto abbandonato sia da Dio che dal Governo. Loro credono ancora in Dio e credono ancora nel Governo. Le istituzioni li modella proprio per farli essere cosi. Li vogliono capre per manipolarli e fare affari con loro. Fare affari però solo con quelli che usano la violenza e le armi. Quelli che restano sono solo usati da tutti e da sempre. Quelli che restano verranno usati ancora a lungo. Quelli che restano rafforzano la maggioranza che li usa, inchiodando la minoranza a riflessioni come queste e poco altro. Non so cosa si può fare per aiutarli. Non lo so oggi e forse non lo saprò mai.
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