giovedì 25 marzo 2010

Centri commerciali

Da qualche mese ho cambiato casa e quindi ho cambiato quartiere. Dove abito ora c'è una strada lunga e diritta piena di piccoli negozietti, piena di piccole botteghe.
Mi piace passeggiare li lasciando alla mia sinistra la strada. Il primo negozio è quello di un calzolaio. Ogni volta che passo di lì lo vedo battere una suola o sostituire un plantare. Più avanti c'è poi una lavanderia, dove c'è sempre una signora con i suoi due figli. Loro fanno i compiti e lei lavora. Più avanti c'è una banca. Una banca dall'asettico ambiente con impiegati eleganti, chi un pò triste chi solo indifferente.
E' bello vedere per me questa sorta di presepe. Vedere ognuno occupato nella sua attività lavorativa. Guardare le botteghe con i mille effetti personali, i bambini, i cani. Insomma tanta tanta "umanità". Girando le città e i paesi è però sempre più difficile imbattersi in strade come questa. Ormai le città sono invase dalle grandi marche. Girando trovi case, solo case e ancora case. Alcune case hanno le luci spente. Altre case hanno le luci accese ma le tende chiuse. Casermoni pieni di luci, marchi e rumori li attirano come un gigante magnete che aspira piccoli pezzetti di ferro. E allora eccoli li salire su un auto e chiudere i vetri. Sporcare l'ambiente per comprare spazzatura. Spazzatura da mangiare o da indossare. Spazzatura creata da chi ha come unico scopo quello di far girare il denaro e sporcare questa e altre città.

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