Bologna città storica. Città storicamente di sinistra. Centro storico. Camminate, tortelli, mortadella e vino. Venerdì pomeriggio autostrada tranquilla. Finalmente il sole.
La neve ha difficoltà a sciogliersi quando il freddo dell'inverno non ha nessuna intenzione di lasciar spazio alla più tiepida primavera. Ma questo è stato un inverno lungo e duro. Per il nostro paese e per la mia vita privata.
Ci sono tante città nel mondo e a volte una città te ne ricorda un'altra. Bologna sabato, non so perchè, mi ricordava una delle città della Spagna del sud.
Ci ho visto più immediatezza. Più sincerità e meno pretese. Il centro rispetto a tanti anni fa è stato "ripulito". Ora non voglio entrare nel merito, e capire se questo è giusto o sbagliato. Non ne ho voglia ora. Dico solo che qualcuno mi ha detto:
sai ora Bologna è pulita, giri tranquillo e non devi più avere paura di nulla.
Un ragazzo dalla folta barba mi ha detto invece:
questa non è più la Bologna di una volta. Lo ha detto con fare malinconico.
Chissà chi ha ragione. Ma poi a chi importa? A volte penso che ogni uomo può dare con la sua soggettività respiro alla propria verità. Quello che riesci a capire in un weekend da turista non è certo quello che capisci in una vita da residente. Ma io ho trovato Bologna ancora una città come dire "alternativa". Mi piace entrare in una libreria e trovare sul banchetto centrale di esposizione il capitale. Mi sono sentito orgoglioso quando sfogliavo i libri della sezione resistenza. Il nuovo libro di vespa (non è degno nemmeno di essere chiamato Vespa) era un pò più in là. Un pò nascosto e non lucente di tutto il suo squallore come capita di solito. Spero a volte che questo può sensibilizzare i giovani e tenerli lontani dal magma di stupidità che invade ogni giorno il nostro povero mondo. Avere i messaggi giusti ancora a disposizione è un bene. Cercare e scavare non è da tutti. Mi piace vedere che la gente gira la notte e si diverte semplicemente a star lì. Si beve, si fuma e si parla. Senza la necessità di chiudersi. Di fare appuntamenti, telefonate, sms. Quanta comunicazione. Quanto ci stancano tutte queste parole? Questa informazione continua? Questo vuoto che si nasconde dietro alle "sinergie". Sabato notte il teatro. Potenza e rabbia. Immensi. Ultime parole di Pierpaolo: abbiamo perso. Come dargli torto. Si Pierpaolo la gente come noi ha perso. Ha perso nell'impossibilità di cambiare le cose. Ma lo splendore delle tue parole ci ha fatto per poche ore vincere. Per poche ore sotto ad un palco senti l'Italia vera, la gente vera (almeno lo speri). E per un pò io ho dimenticato i delinquenti in giacca e cravatta. O meglio li ho "esorcizzati". La minoranza non eravamo noi. Almeno non lì.
Notevole! Non vedo l'ora di vedere il Teatro degli Orrori, per respirare una boccata d'aria "sana"
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