Oggi è il giorno della memoria. Una giornata scelta internazionalmente per commemorare le vittime del nazismo, fascismo ed Olocausto.
In rete si può recuperare il testo della legge n. 211 del 20 luglio con cui il parlamento italiano aderisce alla proposta internazionale di scegliere il 27 gennaio come giorno in memoria dei perseguitati.
Il testo dell'articolo 1 della legge così definisce le finalità del Giorno della Memoria:
« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio,
data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz,
"Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico),
le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei,
gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte,
nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi,
si sono opposti al progetto di sterminio,
ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.»
Tutto questo è importante. E' vitale mantenere 'viva' la storia con iniziative come questa.La storia ci può mostrare i nostri errori e ci suggerisce come evitarli. La storia è tutto quello che abbiamo per arricchire il nostro vivere delle esperienze passate evitando ogni volta di scontrarsi con gli stessi ostacoli.
C'è però qualcosa che non quadra. Prendiamo ad esempio gli italiani: Gli italiani sono un popolo veramente distratto. Un popolo che dimentica facilmente. Un popolo che solitamente sembra felice di dimenticare ma che oggi è pronto a far l'eco (con i "presidenti" li in prima file con le facce commosse).
Gli italiani non sembrano imparare dai propri errori, anzi ogni anno sembrano subire sempre più, e sempre con più naturalezza. Oggi l'indecenza della nostra classe politica è riuscita a superare i livelli già molto competitivi della nostra famigerata prima repubblica. Per fare un esempio, le nostre autorità hanno da poco "rivisitato" la figura di Craxi definendolo addirittura vittima sacrificale. Tutti li a spendere belle parole sul caro Bettino. Tutte le nostra più alte cariche
dello stato hanno scritto e detto parole di conforto per la sua famiglia, esaltando la figura storia di Craxi e la sua "opera" politica.
E' facile però in casi come questo usare la storia come strumento di verità. E' veramente molto facile. Non bisogna nemmeno andare troppo indietro nel tempo...
Chi era Craxi:
Craxi Fu il primo socialista a ricoprire, nella storia repubblicana, la carica di Presidente del Consiglio dei ministri dal 4 agosto 1983 al 17 aprile 1987, in due governi consecutivi.
In seguito alle indagini di Mani Pulite, che condussero, tra l'altro, all'incriminazione e ad una duplice condanna definitiva in sede penale,
scappò in Tunisia. Scappò mentre erano ancora in pieno svolgimento i procedimenti giudiziari nei suoi confronti. Scappo come altri latitanti. Scappo in Tunisia. Per la precisione ad Hammamet che della Tunisia è una perla turistica.
Qualche giorno fa si leggeva su molti giornali..
... morì in solitudine, lontano dall'Italia (...)
E' morto lontano per evitare le galere italiane. E' morto nello stato di Ben Alì. Ben Ali un presidente che da anni soffoca ogni opposizione al suo regime, aumentando il controllo sui media e sui partiti politici rivali sempre più.
Un uomo che rifiuta qualsiasi riforma politica in senso democratico (molte sparizioni, omicidi e casi di tortura sono stati segnalati dalle organizzazioni per i diritti umani).
Quindi lasciamo parlare la storia, come oggi tutti noi facciamo. Lasciamola parlare senza ipocrisie,insegniamola ai nostri figli, e soprattutto evitiamo che qualche politico disonesto provi a cambiarla.Perchè la storia è scritta e cambiarla per interessi mediatici e politici è un sopruso e dovrebbe essere smascherato come tale. E se le più alte cariche dello stato non difendono il nostro patrimonio storico, dobbiamo difenderlo noi ricordando a tutti quella che è la verità scritta nella VERA storia. La storia che ricorda con giusta commozione il disastro dell'Olocausto oggi 27 gennaio. La storia che ricorda sempre semplicemente perchè è lì. La storia che non dovrebbe mai essere cambiata da nessuno di noi.
La verità rende liberi.
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