E' la solita storia. Ci sono persone che vengono mandate a morire. Vengono mandate a morire per la guerra. E' una storia vecchia come il mondo.
Lo scopo della guerra è spesso la guerra stessa. Non esistono motivi reali che vanno al di là degli interessi economici e di controllo di territori e risorse. E' solo urgenza di guerra. La guerra come fonte di guadagno. E ci sono gli uomini come attori di quello che sembra un film ma film non è. Dell'unico film che uccide la gente, uccide uomini tutti uguali ma con destini cosi diversi.
Sei afgano e i tuoi figli muoiono sotto le mie bombe. Sono americano e i miei figli mangiano biscottini con burro d'arachidi. I figli dell'occidente, nelle nostre case bunker che ci stiamo costruendo. Nelle nostra vite di terrore e di paura. Nei nostri palazzi con l'immondizia ben nascosta in cantina. Questo occidente con tutta lo sporco nascosto giù in africa o chissà dove. Paesi come cantine del nostro finto benessere.
Come può esistere questa abissale differenza? Come può esistere e pensarla normale?
Ieri in Italia, dove invece io sono nato e vivo, si sono tenuti i funerali di Massimiliano Ramadù e Luigi Pascazio i due militari uccisi in un attentato in Afghanistan. Naturalmente le alte cariche dello stato non hanno perso l'occasione per mostrarsi commossi. Il teatrino sarà stato come al solito perfetto. Il teatro messo in scena quando il film lontano colpisce vicino. Vicino a noi, e ti sembra di sentire le bombe e la polvere. Ti sembra di sentire lo schifo della guerra. Ma loro, i signori della guerra e del denaro non sentono più niente. Sono macchine che innescano guerre. Sono come alieni con un unico scopo: distruggere questo povero e triste mondo.
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